
Gli articoli dove scienza e sapienza antica si incontrano

La stabilità spirituale e quella biologica non sono due ordini separati, bensì manifestazioni concordanti di un unico, perfetto dualismo neurologico, la cui armonia condiziona ogni possibilità di ascesa dell'individuo.
Sebbene il nervo vago operi entro i confini del sistema nervoso autonomo, la sua funzione più profonda, di natura squisitamente esoterica, è quella di arginare e contenere il sistema simpatico, il quale rappresenta il vero e proprio veicolo di espressione del corpo emotivo.
Quest'ultimo, infatti, reagisce con estrema sensibilità a ogni instabilità di natura astrale, generando tensioni sottili che si ripercuotono sul piano fisico e che, non disciplinate, finiscono per ostacolare irrimediabilmente l'evoluzione dell'individuo.
Comprendere a fondo l'anatomia e il significato esoterico del decimo nervo cranico diventa, dunque, un passaggio imprescindibile per chiunque intenda dominare consapevolmente queste forze antagoniste che agiscono, spesso silenziosamente, nell'organismo.
Proprio per questa ragione, l'intero processo di evoluzione esoterico-spirituale, così come lo sviluppo iniziatico nelle sue diverse tradizioni, si concentra inizialmente e necessariamente sul controllo della natura emotiva, disciplinando di conseguenza il sistema simpatico quale primo e ineludibile passo del cammino.
È infatti attraverso questa via che rischiano di risvegliarsi, spesso in modo incontrollato, gli strati più densi e profondi della psiche: gli istinti animali ereditati e le scorie sedimentate nel subconscio, le quali, se non riconosciute, agiscono come zavorra per l'individuo.
Una condizione di perenne tensione con il proprio subconscio, pertanto, preclude irrimediabilmente l'accesso al sentiero di crescita spirituale, mantenendo l'aspirante ancorato a un piano puramente istintuale.
Come insegnato, nel corso dei secoli, dai numerosi maestri che si sono succeduti lungo le diverse scuole iniziatiche, il subconscio non va mai evocato né stimolato direttamente, bensì lasciato progressivamente decrescere, con pazienza e costanza, per cedere gradualmente il passo alla coscienza superiore, salve rarissime eccezioni che la tradizione stessa riconosce e circoscrive con cura.
In questo scenario, la conoscenza profonda e la maestria profonda sulle varie strategia di regolazione vagale si configurano come le chiavi d'accesso privilegiate per attivare la controparte parasimpatica, che trova la sua massima e più compiuta espressione negli stati di meditazione profonda e nel sonno ristoratore.
È proprio in questi stati, sospesi tra veglia e non-veglia, che emerge con maggiore nitidezza la percezione extrasensoriale; tuttavia, il vero traguardo, quello autenticamente iniziatico, risiede non tanto nell'accesso occasionale a tali stati, quanto nel mantenere la continuità ininterrotta della coscienza, determinata a livello scientifico tradizionale da valori più elevati di tono vagale, nell'arco delle ventiquattro ore.
Questa vigilanza totale, esercitata senza soluzione di continuità, permette infine un controllo assoluto sul nervo vago, sublimando i suoi effetti psichici in una stabilità superiore, incorruttibile e permanente.


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