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Il Nervo Vago come porta solare nel corpo umano

Ogni cellula del corpo umano, è in verità, la dimora di qualcosa di più elevato.

Non si tratta di semplici mattoni che edificano un puro elemento fisiologico, ma contenitori di vite inferiori che vi abitano e che da essa sono governate, così come un edificio sacro è governato dalla presenza che vi risiede.

Questa non è una metafora poetica.

E' una legge antica, valida dal macrocosmo al microcosmo, e chi si accosta al corpo umano con questa consapevolezza scopre che la fisiologia stessa è conoscenza applicata al corpo fisico e agli elementi sottili che lo compenetrano.

Nella maggioranza dei tessuti che compongono l'organismo, le cellule percorrono un cammino ben preciso: l'involuzione.

Si tratta di un progressivo sprofondare nella densità della materia, un allontanamento graduale dalla luce originaria da cui esse provengono.

E' il destino comune della sostanza corporea, il prezzo che la forma paga per esistere sul piano fisico.

Le cellule del nervo vago custodiscono, tuttavia, un mistero di segno opposto.

In esse la medesima immersione nella materia non rappresenta una semplice discesa, ma un'ascesa.

Ciò che altrove significa oscuramento e allontanamento dalla sorgente, qui significa maturazione e avvicinamento.

Il decimo nervo cranico non è dunque soltanto un fascio di fibre che collega il tronco encefalico agli organi interni:è, in senso esoterico, un'anomalia evolutiva all'interno della struttura stessa del corpo umano.

Le origini lunari dell'elemento corporeo

Per comprendere questa differenza occorre risalire a un'architettura più antica di quanto la fisiologia contemporanea sappia raccontare.

Le strutture elementali che animano il corpo fisico sono legate ai pitri lunari, le gerarchie costruttrici che nei cicli cosmici passati plasmarono la forma fisica dell'essere umano, modellandola secondo leggi che oggi sopravvivono solo come impronta inconscia nella materia organica.

Per queste intelligenze minori, l'esperienza dell'incarnazione densa non costituisce un castigo, bensì una scuola. 

Ogni turbamento che l'ospite umano attraversa nel corso della propria esistenza, la collera che sale improvvisa, la difficoltà nel governare se stesso, l'instabilità emotiva che scuote l'equilibrio interiore, si imprime in queste strutture come esperienza di natura spirituale.
Non si tratta di azioni inutili, ma di nutrimento.

Vale dunque la pena, nei momenti di effusione emotiva più intensa, fermarsi un istante prima di lasciarsi trascinare, e domandarsi con onestà: chi, in questo preciso frangente, sta gestendo il mio corpo? 

È una domanda che raramente ci si pone quando si è sovrastati dell'emozione, eppure è proprio in quel momento che la risposta diventa più rivelatrice.

La medesima domanda può essere posta anche nel silenzio della meditazione profonda, quando tutto tace e la mente si acquieta accertandosi che a parlare sia il Sé Superiore.

Il decimo nervo e il fuoco che sale dalla base

Per il nervo vago la questione si pone su un piano radicalmente differente rispetto al resto del corpo. 

Le sue cellule non sono abitate dai pitri lunari, ma dai deva solari, intelligenze di natura ben più elevata, che rispondono non al Fuoco per Frizione, quello stesso fuoco che si desta alla base della colonna vertebrale e divampa verso l'alto a partire dal Chakra Muladhara, bensì al Fuoco Solare in sé, diretta emanazione della sorgente centrale.

Il nervo vago è, in questo senso preciso, un avamposto del Sole all'interno del corpo dell'uomo. 

Non una metafora, ma una funzione reale: un punto di contatto diretto tra la fisiologia visibile e la sorgente ignea che la anima dall'alto, un canale attraverso cui ciò che è solare può toccare ciò che è terrestre senza mediazioni intermedie.

Il lavoro sul nervo vago non è dunque una semplice tecnica di benessere, né pratica accessoria da affiancare ad altre e ne tantomeno ciò che è superficialmente mostrato oggi in rete un pò altrove.

E’ un percorso di vita, svolto con costanza, attenzione e profondità, da osservare con la massima diligenza in quanto, se compreso nella sua natura più profonda, è la disciplina che tutte le altre discipline non possono sostituire.

Il nervo vago non si comanda: si ascolta, come si ascolta un'eco che risale prima della parola.

Non tutto ciò che il Codex custodisce trova spazio in una pagina di blog.


A NERVO VAGO PRINCIPIUM

Danilo

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