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Nervo Vago non un interruttore ma una soglia

Da tempo ormai circola un'immagine che racconta una mezza verità: il nervo vago come interruttore.

Si preme, si respira in un certo modo, si immerge il viso nell'acqua fredda, e il sistema si resetta. 

Il corpo è trattato come circuito, l'allarme come guasto da spegnere e la quiete come funzione da richiamare a comando.

Quello che raccontano non è falso. 

È incompleto e altamente fuorviante: promette un comando dove esiste, in realtà, un varco.
Il nervo vago è il decimo nervo cranico, il più esteso del sistema parasimpatico. 

Origina dal tronco encefalico, discende attraverso gola, cuore, polmoni, prende contatto con l'intero apparato digerente e arriva a lambire quasi ogni organo che sostiene la vita vegetativa. 

La sua architettura è molto più complessa: circa l'ottanta per cento delle sue fibre è afferente.

Il segnale prevalente sale dal corpo verso l'encefalo, non scende.  

Il nervo vago non impartisce primariamente ordini ma riceve segnali, li trasporta, li deposita dove la coscienza potrebbe, se preparata, raccoglierla.

Questo dato basta a dissolvere la metafora dell'interruttore perchè non esiste una centrale che decide di attivare la quiete. 

Esiste un organo di ascolto che, quando integro, permette al sistema nervoso di conoscere con esattezza ciò che accade nel corpo e di rispondere a quello stato, invece di reagire a un'informazione già distorta in partenza.

È a questo punto che la fisiologia cessa di essere solo fisiologia: le tradizioni esoteriche hanno descritto, con altro lessico la medesima architettura. 

Rudolf Steiner assegnava al corpo eterico la funzione di attraversare l'organismo con forze vitali percettibili solo a una coscienza addestrata a riconoscerle, un corpo invisibile che regge il corpo visibile, che lo anima senza mai coincidere con la carne che lo ospita. 

L'asse intestino-cervello, oggi terreno di ricerca scientifica rigorosa, è stato per secoli il luogo in cui le sapienze antiche collocavano l'anima vegetativa: la parte dell'essere umano che per prima sa cosa accade. 

Il nervo vago è la struttura anatomica di questa soglia: ridurlo a interruttore non è una semplificazione: è un errore di classificazione. 

Un interruttore si aziona dall'esterno, in un istante, con effetto isolato e immediato, e non chiede nulla a chi lo usa se non il gesto. 

Una soglia si attraversa. 

L'attraversamento richiede tempo, orientamento, e la disciplina di ascoltare ciò che realmente la percorre e non soltanto di sopprimerne il rumore per guadagnare qualche ora di silenzio apparente.

Le tecniche respiratorie, l'esposizione al freddo, gli esercizi di attivazione possiedono un valore reale, misurabili nel tono vagale, documentato dalla letteratura scientifica più recente.

Ma restano interventi di superficie se non sono ricondotti a un lavoro più ampio, capace di riconoscere che cosa il corpo sta segnalando e perché continua a farlo con lo stesso schema, senza variazione apparente, mese dopo mese. 

Il corpo non richiede di essere messo a tacere: richiede di essere tradotto. 

E tradurlo esige la scienza, per comprenderne il funzionamento nei termini più rigorosi disponibili ed esige l'esoterismo, per comprendere che cosa si sta cercando da tempo di attraversare.

Il nervo vago non si comanda: si ascolta, come si ascolta un'eco che risale prima della parola.

Non tutto ciò che il Codex custodisce trova spazio in una pagina di blog.


A NERVO VAGO PRINCIPIUM

Danilo

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